tasso fisso o variabile?

Mutuo 2019: meglio il tasso fisso, variabile o misto? Tutto quello che c’è da sapere per comprare casa con un mutuo a tasso fisso, variabile o misto

Mutuo 2019: come finanziare l’acquisto della casa

Secondo i dati Istat, nel 2018 – rispetto ai 12 mesi precedenti – il mercato immobiliare italiano ha registrato un incremento del 4,7% nelle compravendite di immobili e un aumento del 3,6% negli atti notarili per mutui con costituzione di ipoteca. È, pertanto, in crescita il numero di italiani che ricorrono ai mutui per finanziare l’acquisto della casa ed è inevitabile chiedersi se sia meglio scegliere un mutuo a tasso fisso, variabile o misto. Ecco una breve guida per conoscere le diverse tipologie di interessi e per individuare quello che risponde meglio alle esigenze personali e familiari. In prima battuta, si può anticipare che il mutuo a tasso fisso offre la certezza della rata; mentre il mutuo a tasso variabile è più rischioso ma, a volte, conviene. Il mutuo a tasso misto, infine, si connota per la versatilità del finanziamento.

Mutuo 2019 a tasso fisso: l’importo di ogni rata è certo e invariabile

In un mutuo a tasso fisso, il tasso di interesse e l’ammontare di ogni rata del piano di ammortamento sono determinati al momento della stipula del contratto e restano invariati per tutta la durata del finanziamento, indipendentemente da eventuali riduzioni dei tassi di mercato future. Il parametro utilizzato per indicizzare i mutui a tasso fisso è il tasso interbancario Euro Interest Rate Swap (Eurirs).

Il mutuo a tasso fisso è consigliato alle persone (soprattutto lavoratori dipendenti) che non prevedono significativi aumenti del proprio reddito per tutta la durata del piano di ammortamento e che, nel timore di un rialzo dei tassi di mercato, preferiscono bloccare la rata sino alla fine del rimborso. Questa tipologia di finanziamento è preferibile anche nei casi in cui si prospettano situazioni finanziarie future a rischio di inflazione. Considerando il fatto che il mutuo a tasso fisso offre al mutuatario (= il beneficiario del mutuo) la certezza della rata, l’intermediario di solito applica condizioni meno favorevoli rispetto a quelle che caratterizzano un mutuo a tasso variabile.

Riassumendo e confrontando vantaggi e svantaggi, diciamo che un mutuo a tasso fisso offre una maggiore stabilità, in quanto permette di conosce dall’inizio l’importo della rata e l’esborso complessivo in interessi. Tale garanzia, tuttavia, è controbilanciata da un costo maggiore in interessi dovuto all’applicazione di tassi più alti.

Mutuo 2019 a tasso variabile: per sfruttare al meglio le dinamiche di mercato

In un mutuo a tasso variabile il tasso varia in base all’andamento dell’Euribor, che è il tasso interbancario di riferimento comunicato ogni giorno dall’European Money Markets Institute (EMMI) ed equivale alla media dei tassi d’interesse delle transazioni finanziarie fra le principali banche europee. Va da sé che, durante il periodo del piano di ammortamento, la rata sarà soggetta a variazioni: se l’Euribor sale, anche la rata aumenta. Se, invece, l’Euribor scende, l’importo della rata si riduce. L’Euribor risulta particolarmente appetibile quando i tassi a breve sono bassi o addirittura negativi.

Optare per un mutuo a tasso variabile significa correre il rischio di un eventuale aumento dell’importo della rata: questa tipologia di mutuo, quindi, fa per te se hai una elevata propensione al rischio e puoi contare su un reddito medio-alto che ti consenta di far fronte senza troppi problemi a repentini aumenti della rata mensile. Tirando le somme, un mutuo a tasso variabile rappresenta la soluzione di finanziamento più indicata e vantaggiosa quando l’inflazione è bassa o quando si prevede un calo del costo del denaro. Al contrario, un rialzo dell’inflazione comporta di regola un rialzo della rata dei mutui indicizzati all’Euribor.

Mutuo 2019 a tasso misto: a metà strada tra il fisso e il variabile

Il mutuo a tasso misto è la soluzione di finanziamento che offre al mutuatario la possibilità di passare liberamente da un piano di ammortamento a tasso fisso ad un piano di ammortamento a tasso variabile (e viceversa). Un mutuo di questo tipo è ideale in un periodo di incertezza sull’andamento dei tassi futuri. Il mutuo a tasso misto si rivolge in primo luogo a quei soggetti che, a causa di una situazione reddituale non definita, non vogliono o non possono prendere una decisione definitiva sul tasso di interesse, all’atto dell’accensione del mutuo. Si rivolge, inoltre, alle persone che, forti di una buona conoscenza dei mercati finanziari e della capacità di prevedere con una certa sicurezza l’andamento dei tassi futuri, preferiscono optare per un finanziamento che dia loro la possibilità di adeguare, periodo per periodo, il mutuo alle mutevoli condizioni di mercato e di cogliere le chance offerte dai tassi nei vari momenti in cui si può esercitare il passaggio.

Per il fatto di accordare la possibilità di passare dal tasso fisso al variabile e viceversa, il mutuo a tasso misto incorpora gli stessi punti di forza e gli stessi punti deboli di un mutuo a tasso fisso e di un mutuo a tasso variabile. In particolare, il mutuo a tasso misto comporta una valutazione periodica dei tassi di interesse ed offre i vantaggi di un mutuo flessibile.

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I dati sulle compravendite e sui mutui nel 2018 sono stati resi noti dall’Istat con un comunicato stampa del 23 aprile 2019.

Le caratteristiche dei mutui a tasso fisso, variabile e misto sono illustrate nella guida della Banca d’Italia dedicata al mutuo per la casa.

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