differenze tra cessione del quinto e prestito personale

Differenze tra prestito personale e cessione del quinto

Chi è alla ricerca di somma di denaro extra per realizzare un progetto oppure per dover fronteggiare ad una spesa imprevista si troverà nel dubbio su quale forma di finanziamento scegliere tra il prestito personale o la cessione del quinto. In questa guida confronteremo le due tipologie di finanziamento per scoprire quale rispecchi meglio le proprie esigenze, individueremo le caratteristiche del prestito personale e della cessione del quinto e valuteremo caso per caso quale dei due sia la soluzione migliore.

Tra le forme di credito non finalizzato, la cessione del quinto ed il prestito personale risultano le due soluzioni più gettonate per ottenere liquidità extra. Entrambi i finanziamenti possono essere richiesti direttamente in banca, ad una finanziaria specializzata nella concessione di prestiti al consumo o tramite il supporto di un mediatore creditizio autorizzato.

Cos’è il prestito personale

Il prestito personale è un finanziamento che permette di ottenere una liquidità che può essere utilizzata per qualsiasi scopo. Rientra nella categoria dei prestiti non finalizzati in quanto non è necessario dichiarare i motivi per cui si richiede. Può essere pertanto ottenuto per una ristrutturazione di casa, per l’acquisto di un’automobile o qualsiasi altra esigenza familiare.

Cos’è la cessione del quinto

Come il prestito personale, anche la cessione del quinto è un finanziamento non finalizzato. La differenza sostanziale sta nel fatto che possono richiederla soltanto i lavoratori con contratto a tempo indeterminato, sia pubblici che privati, e i pensionati. La cessione del quinto dello stipendio, o della pensione, è maggiormente garantito rispetto al prestito personale, per due motivi:

  1. la rata viene prelevata direttamente alla fonte (datore di lavoro o ente pensionistico) e pertanto per il creditore non esistono rischi di insolvenza da parte del debitore;
  2. il credito a favore dell’istituto erogante è sempre legato ad un’assicurazione

Scegliere tra prestito personale e cessione del quinto non è mai una scelta scontata. Per prima cosa è importante confrontare le due possibilità dal punto di vista del tasso di interesse applicato, facendo particolare attenzione al Taeg, e dai costi di accensione della pratica. In caso di similitudini tra le due opzioni, la decisione dipenderà da altri fattori, soprattutto legati ai requisiti del richiedente, e a questo punto la decisione potrebbe essere obbligata. Vediamo perché.

Chi può richiedere la cessione del quinto?

Ribadiamo che i soggetti ai quali può essere concesso questo tipo di finanziamento sono:

  • i dipendenti statali
  • i dipendenti privati a tempo indeterminato
  • i pensionati INPS e INPDAP.

La scelta obbligata, come dicevamo, se non si hanno i requisiti per richiedere la cessione del quinto dello stipendio, è dover optare per un prestito personale, che è invece indirizzato anche ad altre categorie: imprenditorilavoratori autonomiliberi professionistilavoratori atipici o lavoratori part-time.

Differenze tra prestito personale e cessione del quinto

La principale distinzione tra i due tipi di finanziamento riguarda il modo in cui la rata mensile viene riscossa. Nel caso della cessione del quinto è direttamente il datore di lavoro, o l’ente pensionistico, ad occuparsi di versare all’istituto di credito la rata mensile. Questo vuol dire che la trattenuta è automatica sia sulla busta paga sia sul cedolino della pensione. Nel caso della cessione del quinto, di fatto, non si corre alcun rischio di dimenticare di saldare una rata.

Un’altra differenza, che per molti può trasformarsi in un vantaggio, è che ricorrendo alla cessione del quinto non sono necessari garanti che sostengano la fattibilità della pratica. Di fatto, è l’azienda datrice di lavoro, o l’ente previdenziale, a ricoprire il ruolo di garante nei confronti dell’istituto di credito. Al contrario, per quanto riguarda il prestito personale, se non ci sono sufficienti garanzie reddituali, l’istituto che eroga il finanziamento potrebbe chiedere la presenza di un fideiussore.



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