cessione del quinto cos'è

La cessione del quinto in 8 punti

  1. Definizione e funzionamento

La cessione del quinto è una forma di prestito destinata a lavoratori dipendenti e pensionati. Il finanziamento prevede un tasso fisso e rate costanti e, soprattutto, si caratterizza per il fatto che viene rimborsato direttamente dal datore di lavoro o, se il beneficiario del prestito è un pensionato, dall’istituto di previdenza che eroga l’assegno di quiescenza. È questa la differenza fondamentale tra cessione del quinto e altre forme di prestiti personali. L’importo che puoi richiedere con tale modalità dipende dal TFR maturato e dalla busta paga (o pensione) che ricevi: maggiore è il loro ammontare e più alta sarà la somma ottenibile.

Il nome fa capire molto chiaramente che la rata di rimborso non potrà essere superiore a 1/5 dello stipendio o a 1/5 dell’assegno pensionistico. La cessione può anche interessare i 2/5 dello stipendio (il cosiddetto “doppio quinto”) se il richiedente necessita di un importo maggiore: in questo caso, oltre al contratto per la cessione del quinto, bisognerà sottoscrivere anche una delega del pagamento che impegna il secondo quinto. La possibilità di avere il finanziamento con la cessione del 40% dello stipendio − invece che del 20% − non riguarda però i pensionati.

  1. Prestito-delega e rinnovo

Il prestito-delega può essere chiesto contemporaneamente alla cessione del quinto o anche in tempi successivi; devi però sapere che mentre il primo viene sempre erogato poiché la trattenuta avviene alla fonte, il secondo potrebbe non essere concesso. Per entrambi i finanziamenti è possibile domandare un rinnovo: in questo caso, potrai ricontrattare quanto stipulato inizialmente, modificare la durata del rimborso e mantenere lo stesso importo della rata. Il rinnovo ha però dei limiti temporali: potrai chiederlo solo quando sarai al 40% del piano del rimborso. Chiarendo con un esempio: il rinnovo è possibile se, avendo stipulato un rimborso di 120 mesi, ne sono trascorsi almeno 48. Tale clausola non vale, tuttavia, per i prestiti di durata inferiore ai 5 anni: in questi casi, non è necessario che sia trascorso il 40% del tempo − a patto che il nuovo finanziamento abbia durata decennale.

  1. Tempistica del rimborso

Se desideri avviare una richiesta per questa tipologia di finanziamento, sappi che si tratta di una pratica veloce e agile. Una volta accordato il prestito, inizierai a pagare le rate per un periodo di ammortamento che può durare fino a 120 mesi al massimo. Si tratta di un prestito non finalizzato: ciò significa che non sei tenuto a comunicare il motivo (o scopo) che ti spinge a chiedere liquidità.

  1. Obbligo di copertura assicurativa

La copertura assicurativa è un atto dovuto per garantire il pagamento del debito nel malaugurato caso di decesso dell’intestatario del contratto o nel caso di perdita dell’occupazione. A parte il costo della polizza assicurativa, però, non ti saranno chieste − di norma − altre garanzie, proprio perché esiste un TFR che è stato maturato negli anni.

  1. Costi del finanziamento

Tra i costi del prestito devi considerare la copertura assicurativa di cui abbiamo già detto: anche se questa è l’unica assicurazione obbligatoria, alcune banche potrebbero proporti ulteriori coperture assicurative. Valuterai in base alla tua situazione se stipularle o meno. Per quanto riguarda gli altri oneri relativi alla cessione del quinto, possiamo dire che i costi che affronterai dipendono da alcuni fattori, in particolare dalla somma richiesta e dai tassi di interesse. Anche in questo caso − così come per altre soluzioni finanziarie − dovrai prestare particolare attenzione al Taeg da cui è possibile risalire al costo totale del prestito. Questo indice comprende gli interessi e tutti gli altri oneri.

  1. Voci del contratto

Il contratto stipulato per la cessione di 1/5 dello stipendio riporterà specifiche voci, tra cui:

  • la cifra finanziata;
  • il tasso di interesse praticato;
  • il piano di ammortamento che comprende rate, importo e scadenze;
  • il Taeg;
  • le coperture assicurative;
  • le eventuali garanzie richieste;
  • le altre spese previste.
  1. Diritto di recesso

Questo tipo di prestito è molto conveniente; ma se per caso sei pentito di averlo richiesto, sappi che dopo aver firmato il contratto hai 14 giorni di tempo per cambiare idea e tornare sui tuoi passi (e non sarai tenuto a fornire alcuna spiegazione). Per farlo, dovrai inviare una raccomandata a/r all’intermediario o alla banca. Nel caso tu abbia già ricevuto il finanziamento o una parte di esso, dovrai restituirlo ma senza pagare alcuna penale. Se invece sono trascorsi più di 30 giorni dalla firma dell’impegno, non si parla più di diritto di recesso bensì di estinzione anticipata del finanziamento. In questo caso, il contratto potrebbe prevedere delle penali.

  1. Altri vantaggi

La cessione del quinto offre innegabili vantaggi. Uno fra gli altri riguarda il fatto che può essere accordata anche ai “cattivi pagatori” e a coloro che hanno subito dei protesti. Come si sa, tali persone trovano difficoltà, di solito, a ottenere prestiti; ma dato che questa soluzione di finanziamento presenta pochi rischi per banche e finanziarie (poiché la restituzione avviene attraverso il prelievo dalla busta paga o dalla pensione), è facile che venga concessa anche a chi non può vantare un profilo creditizio ottimale. Un altro vantaggio − sempre legato al basso livello di rischio − sta nella celerità con cui otterrai il finanziamento, qualunque sia la somma richiesta. Infine, questo tipo di prestito si presenta anche semplice da gestire a livello pratico, in quanto sarà il datore di lavoro (o l’ente previdenziale) ad effettuare il pagamento. Quindi, una volta che avrai ottenuto il finanziamento, le rate non saranno più una tua preoccupazione fino alla fine del piano di ammortamento!

Se desideri un prestito facile e sicuro, valuta la cessione del quinto proposta da Figenpa per i lavoratori dipendenti e i pensionati: presentando la tua busta paga o il cedolino, potrai scegliere un piano di rimborso compreso tra i 24 e i 120 mesi e un importo che può arrivare, secondo i casi, fino a 75.000 euro.

 

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