coronavirus e senso di comunità

Le piccole note positive che il Coronavirus ci ha dato e non ci aspettavamo

Siamo sicuri che anche voi conosciate il detto “anno bisesto anno funesto”, mai come in questo 2020, detto fu più appropriato.
L’emergenza Coronavirus, la paura del contagio, le misure contenitive, i disagi, la borsa in calo, le restrizioni alle abitudini di vita … oggi non vogliamo soffermarci su tutto ciò che il temibile Covid-19 ha portato di negativo nelle nostre vite, oggi ci sentiamo positivi e vogliamo soffermarci su tutte quelle piccole cose non proprio infelici, che la pandemia è riuscita darci.
Un modo per vedere il bicchiere mezzo pieno e andare avanti nella sciagura.

Il coronavirus ha portato gli italiani a ricordare quanto siano importanti: l’igiene personale e pubblica.
Come lavarsi spesso le mani per evitare di essere contaminati dai germi, un gesto così semplice e spontaneo che adesso non viene più dato per scontato, in più non toccarsi viso ed occhi, è una precauzione da tenere bene in considerazione.

Grazie al Conronavirus abbiamo anche fatto un’altra grande scoperta, lo smart working.
La paura del contagio ha costretto le aziende a sperimentare il lavoro da remoto, quello che in altri paesi è una fruttuosa pratica da tempo, in Italia restava solo un’utopia.
Eppure moltissime aziende si sono trovate a rivalutare positivamente il tanto temuto Smart working, con conseguente miglioramento (se di miglioramento si può parlare in questa situazione) di qualità della vita dei dipendenti e maggior fiducia nei loro confronti; che molti, o per lo meno alcuni lo adottino sporadicamente anche ad emergenza conclusa? Saranno i numeri a darci le risposte.

La chiusura prolungata delle scuole è certamente la decisione che più ha reso felici gli studenti di ogni ordine e grado.
Ma è anche quella che ha scosso maggiormente i genitori di tutta Italia.
Ma c’è del buono anche per mamme e papà: in quale altro periodo storico c’è stato così tanto tempo da dedicare alla famiglia?
Alcuni sono stati costretti a stare a casa per la quarantena o semplicemente a non poter lavorare per badare ai figli. Per non parlare della riscoperta dell’importanza dei nonni: mai come in tempi di Coronavirus sono stati più glorificati per la loro dedizione ai nipoti.
Sono loro i veri eroi dell’emergenza, quelli che hanno tenuto a bada anche otto nipoti per intere giornate e hanno accolto anche gli amici dei nipoti e ancora gli amici degli amici dei nipoti, figli di genitori disperati, che non sanno a chi lasciarli. Abbiamo la conferma che i nonni, con la loro presenza quotidiana, sono fondamentali nelle nostre vite!

Ci sono poi quelle coppie costrette a rimanere a casa senza lavorare, sicuramente una situazione non facile e non piacevole, ma se dobbiamo trovare il lato positivo delle cose, potrebbe essere una buona occasione per rinsaldare il rapporto, trascorrere del tempo insieme cucinando, guardando un film, improvvisando allenamenti a casa da fare insieme o qualunque altra attività che possa venire in mente.
Durante il normale svolgimento della propria vita si ha davvero poco tempo libero e ancor meno tempo da dedicare alla coppia e quel poco che si ha è di scarsa qualità a causa di stanchezza, stress, nervosismi … ora che i ritmi sono decisamente meno frenetici, perché non approfittarne?

Ma vogliamo parlare invece del senso di comunità e vicinanza che si è venuto a creare?
In pochi giorni sono stati creati gruppi Facebook, raccolte fondi e stand fuori dai supermercati per reperire generi di prima necessità o semplicemente cibi da poter donare a chi in un momento così difficile si ritrova ad essere in estrema difficoltà economica, tutto questo è stato sbalorditivo. Ognuno ha la possibilità di fare qualcosa per “l’altro” e donare lascia sempre un senso di benessere … provate!

Sembra superfluo affermare che ”siamo tutti sulla stessa barca” ma questo concetto ha fatto in modo che le persone, capissero realmente quali fossero le difficoltà degli altri, spesso la cosa più difficile da fare per molti è quella di mettersi nei panni altrui, immedesimarsi in loro per comprendere le reali difficoltà e lo stato d’animo; quasi mai avviene o si fa davvero una fatica tremenda a farlo, invece, in questa situazione le paure, le ansie, i nervosismi e le difficoltà sono pressoché le stesse per tutti e viene abbastanza naturale quindi interpretare cosa potrebbe concretamente aiutare l’altro e viene ancor più spontaneo farlo, questa è indubbiamente una cosa bellissima.

O ancora, i flashmob improvvisati dai balconi, l’appuntamento serale delle 18.
Una bellissima iniziativa per accorciare le distanze, prendersi qualche minuto di spensieratezza e condivisione per improvvisarsi ballerini, cantanti e divertirsi tutti insieme.

Ma ancora, i gruppi di sostegno creati per medici ed infermieri che stanno facendo turni sfiancanti.
Che medici ed infermieri fossero fondamentali non era di certo un mistero, ma sicuramente mai come in questo periodo sono apprezzati.
Anche l’ammirazione riservata loro fa sicuramente parte della maggior empatia che questa situazione è riuscita a creare in noi.

 

Questo virus ha messo in ginocchio tutta l’Italia e non solo, ma ci ha donato un cosa molto importante, ci ha paradossalmente insegnato a stare vicini pur essendo obbligati a stare distanti, l’augurio che ci facciamo è semplicemente quello di mantenere questo senso di vicinanza anche quando potremo abbracciarci di nuovo, sperando di poterlo fare il prima possibile.



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